L’evento “Benessere Abitativo” di Aprile, un incontro che mette al centro l’essere umano

Le Arene del Corpo: il corpo come spazio, progetto, identità

L’appuntamento della rassegna Benessere Abitativo, tenutosi venerdì 4 aprile presso il suggestivo spazio del Magazzino Muse di Ancona, ha acceso i riflettori su uno dei temi più affascinanti e complessi del nostro tempo: il corpo. A guidare la riflessione è stata Anna Paola Quargentan, architetto e docente alla Poliarte Accademia di Design, con un intervento dal titolo “Le Arene del Corpo”.

Un approccio umanista al progetto

La serata si è sviluppata a partire da un focus inedito: il corpo come categoria progettuale. L’esperienza professionale della relatrice, maturata nel campo dell’architettura post-conflitto e post-emergenza, unita alla sua formazione in Diritto Internazionale Umanitario, ha permesso di affrontare il tema con una consapevolezza profonda e sensibile. In questo orizzonte, il corpo non è solo forma o funzione, ma diventa soggetto centrale del progetto, punto di partenza per una progettazione empatica, responsabile e realmente umana.

“Prendersi cura delle persone attraverso la progettazione” — questo il messaggio forte lanciato dalla Quargentan — significa ascoltare i grandi segni del cambiamento: sociali, economici, ambientali e digitali. Il progetto deve rispondere, accogliere, comprendere.

Architettura che rende felici

«L’architettura rende felici le persone» – le parole di Renzo Piano, citate durante l’incontro, diventano il cuore pulsante del discorso. Il design centrato sull’uomo, secondo definizione, è capace di migliorare l’usabilità, la sostenibilità, la salute e il benessere generale. Questo approccio è oggi più urgente che mai, per rispondere ai bisogni reali di un’umanità in trasformazione.

Durante l’incontro, Anna Paola Quargentan ha presentato anche due esempi pratici del suo lavoro didattico presso Poliarte, dove attraverso il corso di Elementi di morfologia e dinamica della forma, gli studenti analizzano il corpo come chiave di lettura e come fulcro dell’intero processo creativo, a prescindere dalla tipologia di progetto.Una metodologia che ha il potere di formare professionisti consapevoli e pronti ad affrontare la sfida del progettare per l’essere umano.

Uno degli esempi più toccanti è stato quello del carcere femminile di Herat in Afghanistan, dove nel ruolo di Project Officer per l’Esercito Italiano si è occupata dei lavori in campo architettonico, riuscendo a migliorare il benessere delle detenute attraverso l’architettura e il design.

Il corpo come spazio abitato

Le Arene del Corpo è stato più di un semplice talk: è stato un invito ad abitare consapevolmente il proprio corpo, la propria casa, il proprio mondo. Un focus importante per un ciclo che, evento dopo evento, ci sta accompagnando alla scoperta di nuove forme di abitare, più autentiche, più sostenibili, più nostre.

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