L’EVOLUZIONE DEL DECORATIVISMO MURARIO

I cambiamenti sociali, culturali ed economici hanno plasmato, attraverso le epoche, la decorazione delle pareti, preparando il terreno all’arrivo delle carte da parati come elemento originale nella storia dell’interior design.

Quali sono le prime testimonianze artistiche che hanno contribuito all’evoluzione del decorativismo murario?

Durante il periodo preistorico, l’uomo cominciò a decorare le caverne usando varie tecniche e materiali, creando disegni e colori che riflettevano le sue esperienze e aspirazioni. Le prime decorazioni murali risalgono al Paleolitico, con rappresentazioni stilizzate di animali e scene di caccia, come evidenziato nelle grotte di Lascaux e Chauvet, datate oltre 30.000 anni fa. Nel Neolitico le scene di caccia furono sostituite da scene di vita quotidiana. Nonostante i diversi dibattiti sul motivo per cui l’uomo preistorico si dedicasse alla decorazione delle caverne, una teoria suggerisce che la ricerca della bellezza sia stata intrinseca all’umanità fin dalle sue origini, e che l’uomo abbia sempre cercato di circondarsi di oggetti belli oltre che utili.

Impronte di mani, 30.000-10.000 a.C. ca. Pittura rupestre. Dalla Grotta delle Mani Dipinte, Rio Pinturas, Chubut, Patagonia (Argentina).
Interno Grotta di Lascaux.

Quali solo le precedenti forme di decorazione muraria prima della nascita delle carte da parati?

Nel corso dei secoli, la necessità di decorazione si estendeva anche alle dimore temporanee dei nomadi, che usavano tende e tappeti per proteggere e decorare gli ambienti. Quest’ultimi, annodati a mano con filati naturali, e i kilim, tappeti piatti privi di pelo, rappresentavano importanti elementi decorativi e funzionali nelle comunità nomadi, riflettendo le tradizioni e i simboli delle tribù.

Il mosaico è una forma decorativa che ha avuto origine nell’antichità, particolarmente nel IV e III millennio a.C. Tuttavia ha raggiunto il suo apice artistico durante l’epoca bizantina e paleocristiana. Questa tecnica prevede l’uso di vari materiali come pietre dure, marmi, smalti, terracotta e pasta vitrea, tagliati in tessere quadrate. Le tessere venivano posizionate su uno strato uniforme di intonaco, seguendo disegni preparatori chiamati sinopie. Un aspetto distintivo del mosaico era l’inclusione di tessere a foglie d’oro, che aumentavano la rifrazione della luce, creando effetti luminosi interessanti.

Giustiniano e il suo seguito, Basilica di San Vitale.

A seguito della decorazione musiva, si affermarono gli arazzi, ovvero opere decorative tessili di grandi dimensioni, realizzate tramite l’intreccio regolare di trama e ordito. Originariamente diffusi grazie agli Arabi, gli arazzi venivano utilizzati per decorare gli spazi interni e rendere gli ambienti più accoglienti, caldi e isolati durante l’inverno. Inoltre, questa forma di decorazione muraria raggiunse il suo massimo apice nel XIV secolo.

"A mon seul désir" (La Dama e l'Unicorno). Arazzo (377x473cm) realizzato tra il 1484 e il 1500. Museo Nazionale del Medioevo, Parigi.

Il mosaico e l’arazzo, con il trascorrere degli anni, furono considerati tecniche mediocri che miravano ad imitare la pittura. La pittura a fresco o l’affresco è una tecnica dalle antiche origini diffusa in molte civiltà. Utilizzata fin dalla preistoria, si è evoluta nel corso dei secoli, influenzata da diverse culture e stili artistici. Durante il Rinascimento italiano, artisti come Michelangelo e Raffaello contribuirono al suo sviluppo e diffusione. La tecnica dell’affresco richiedeva una preparazione accurata del muro, con strati di malta e intonaco, seguiti da un abbozzo e dalla stesura del colore. I pigmenti utilizzati includevano terre, gialli, verdi, bruni, bianco e nero, preparati attraverso diverse tecniche di macinazione e cottura.

I precedenti decori murari nel corso dei secoli vennero coperti dai tessuti da parete che presentano una lunga storia che inizia con la diffusione delle prime manifatture di seta in Europa grazie agli Arabi. Durante l’epoca rinascimentale e barocca l’Italia divenne la principale esportatrice di tessuti in Europa, rinomata sia per la quantità che per la qualità del velluto e dei disegni elaborati. Nel 1500, iniziarono ad essere applicati tessuti di seta sulle pareti delle stanze di rappresentanza e delle camere da letto, coprendo affreschi e altre superfici decorative. Le stoffe venivano utilizzate anche per tende, arazzi e mobili.

Successivamente, la carta iniziò ad affiancarsi alla stoffa come materiale per la decorazione delle pareti, diventando sempre più popolare e favorendo la nascita della carta da parati.

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"Piceno Pop" Decoro firmato Wallovely home decor design ispirato ai pittogrammi Piceni.
"Piceno Pop" Decoro firmato Wallovely home decor design ispirato ai pittogrammi Piceni. Render
“Piceni style green” Decoro personalizzato per una carta da parati, Wallovely home decor design. Render
“Piceni style green” Decoro personalizzato per una carta da parati, Wallovely home decor design.

dalla Tesi Le carte da parati e l’evoluzione dell’arte di decorare le pareti

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